La domanda che non ti aspetti, la storia di Marina

In primo piano

Qualche tempo fa mi scriveva Marina.

Cara Manuela,

amelie_tribute_by_darkglobeMi chiamo Marina e la mia storia ha inizio 5 mesi fa, quando con gran stupore scopro di essere incinta, questa è la mia seconda gravidanza, arrivata in un momento della mia vita, dove il mio unico “obiettivo” era la ricerca di un impiego. In breve, a dicembre 2011 mi scade un contratto di lavoro a progetto, dopo ben 3 rinnovi avvenuti nell’arco di 1 anno e mezzo, con tante promesse e nessuna garanzia. Sono una semplice diplomata,  con un curriculum ricco di impieghi amministrativi precari. Corsi,concorsi e tirocini , sono il mio pane quotidiano, la realtà lavorativa dove io abito è molto difficile, trovare lavoro e come vincere un terno al “lotto”. Alla scadenza del contratto l’azienda mi comunica che, data la crisi , non riesce a rinnovarlo, facendomi una proposta alternativa e a gennaio, se c’era una ripresa economica si poteva rinnovare il solito co.co.pro. Ma questo rinnovo non è mai avvenuto . Continua a leggere

Gravidanze “banali”, la storia di E.

Tanto per ribadire alla ministra Lorenzin che non ci serve un “Piano per la fertilità” ma un Piano per il lavoro, tanto per ricordare che non basta nominare una ministra all’ottavo mese di gravidanza per fare finta che vada tutto bene, ecco la storia di E.
maternite by babijulian

maternite by babijulian

“Cara Manuela,

Ho letto il tuo articolo sulla maternità e per la prima volta mi è venuto l’impulso di scrivere e condividere la mia storia, amara e triste come tante ne avrai sentite. La tutela sul lavoro per le mamme è praticamente inesistente, se questo si lega all’indulgenza con cui da sempre la politica tratta le aziende in materia di lavoro, si crea un mix esplosivo che esclude quasi completamente moltissime categorie di lavoratori. In particolare le donne, le mamme riducendole ad uno stato simile alla schiavitù, senza diritti, senza la possibilità di rivalsa e una volta perso il lavoro, siccome mamme, difficilissime da ricollocare. Continua a leggere

Salva un diritto, adotta anche tu un vincitore di concorso Ice

Qualche tempo fa mi ha scritto Roberta, mamma di due bambine, laureata, specializzata, innamorata e vincitrice a tutti gli effetti di un concorso pubblico a seguito del quale non è mai stata assunta. La sua storia, e la vicenda dei vincitori non assunti dell’Ice, la trovate nel mio ultimo pezzo per Il Fatto Quotidiano.

Qui sotto, invece, pubblico un piccolo stralcio della sua lettera e il video contenuto nel blog che Roberta e i suoi “colleghi” mai assunti hanno realizzato per raccontare e denunciare una storia lunga 900 giorni. Continua a leggere

Baby precario, la storia di Valentina

balance by tick46

Qualche tempo fa mi ha scritto Valentina. Ho deciso di pubblicare la sua lettera non solo perché è bella quanto è vera, ma anche perché mi da l’occasione per rispolverare un argomento che in questo blog ha sempre suscitato un vivace dibattito. Figlio no o figlio sì, nonostante tutto? E’ un argomento che scotta perché ci fa arrabbiare. Fa arrabbiare le donne che dicono di no, perché per loro quel rifiuto è una scelta obbligata e imposta, e fa arrabbiare quelle che hanno detto , perché portate a vivere questa scelta come un azzardo.

Di questo tema (Mamma sì, mamma no?) tornerò a parlarvene presto, in altra forma, meno scritta e più…. ecco.. teatrale. Sarà  una sorpresa, a cui potete contribuire scrivendo qui cosa ne pensate a proposito della scelta, combattuta, di diventare o meno genitori oggi.

Adesso vi lascio a Valentina, laureata e disoccupata, che nel suo blog racconta la  precarietà attraverso le voce del figlio che verrà. Continua a leggere

IPad, Simon Le Bon e un inverno appena trascorso

Winter eyes by Citrusfrukt

Vi ricordate? Qualche tempo fa pubblicai in questa rubrica la lettera che Barbara mi scrisse appena rientrata a lavoro dalla sua terza maternità. Un lungo racconto dove esprimeva tutto il disagio, lo sgomento e la rabbia per i mille ostacoli socialmente imposti a una mamma di tre bimbi, dai sette anni in giù.

E poi un dubbio su tutti, il più sofferto, da dire piano piano: avrò fatto bene a mettere al mondo un terzo figlio?

Con un inverso alle spalle appena trascorso, Barbara mi ha scritto di nuovo. E questo è  quello che la vita ha riservato per lei. Continua a leggere

In palestra vacci tu

Chibi Palestra by Asukki Chan

Mi ha scritto Ambra. La sua storia mi assomiglia, e ho deciso di pubblicarla. E’ stata una scelta meditata, sofferta, masticata e digerita. Poi ho capito che anche io, per aiutare altre mamme nella stessa condizione, avrei dovuto fare coming out. E allora ho deciso di dirlo, una volta per tutte: quando mi si dice che “ecco, dovresti andare un po’ in palestra, perché sai… il moto fa bene…” l’unico moto a cui penso è quello della macchina con cui vorrei investirlo. Andrew Howe dei miei stivali, se hai tanto tempo, invece di stare qui a menarmela, in palestra vacci tu.

Ecco a voi la lettera di Ambra. Continua a leggere

Racconti Precari. La storia di Barbara, tre figli e due cani

raccontiQualche giorno fa mi ha scritto Barbara che ha tre figli e due cani. Quando ho letto la sua lettera mi sono subito detta: mammamia! Due cani, e come fa?! Lei mi ha risposto che sì, era proprio un bell’impegno, prendili, portali al parco, preparagli la pappa e poi il bagnetto, stai attenta che non tocchino quello, che non mangino quell’altro, che non litighino tra di loro e poi giocaci tutto il santo giorno… che al nido non me li hanno presi, per fortuna ci sono i nonni… oddio,  fermi tutti: ma stiamo parlando dei cani o dei figli? No, mi sa dei figli, è che in questo trambusto è facile confondersi. Solo che i cani non te li contestano a lavoro. I bambini sì. Da qui prende le mosse la storia di Barbara, che non vive una maternità precaria, ma pur sempre una maternità lavorativamente sofferta. Come molte di noi, si domanda spesso se ha fatto la scelta giusta. E anche se la risposta è in fondo al suo cuore, è comunque un cuore messo a dura prova. Continua a leggere

Cosa c’entra Pippi Calzelunghe con il lavoro precario

i still have hope by essenza93

Qualche giorno fa ho ricevuto una sollecitazione da una mia lettrice. Lei si chiama Giana ed è stata prima una laureanda fuori sede in Beni Culturali (capito cara Cancellieri? fuorisede…), poi una laureata precaria e oggi una mamma “inoccupata” di tre figli. Mammainoccupata. Ecco, questo si che è un bell’ossimoro. Continua a leggere