Famiglia punto Zero, il dietro le quinte di un’idea

Come nasce un’idea? E cosa c’è dietro la sua realizzazione? Un’idea nasce dalla volontà di una persona di complicarsi la vita e diventa follia collettiva se questa spinta masochista è seguita da altri.

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Verrebbe da dire questo, ogni volta che lancette battono colpi impietosi dietro lo scadere di un vento. Lo abbiamo pensato tutte, nell’attimo i cui l’entusiasmo iniziale lascia il campo prima alla frenesia, poi all’incertezza, infine ai dubbi dell’ultimo minuto.

Chi me lo ha fatto fare?

A pochi giorni da Famiglia punto Zero, il festival dedicato alle famiglie che cambiano che si terrà al Maxxi di Roma il 20 marzo, è forse questa la domanda più pungente che si insidia nella mente (e nell’orologio) di Santa, Giulia, Milvia e Ettore.

Chi sono? Sono la grande famiglia di Famiglia punto Zero.

 

Genitori (più che artefici) di un evento ormai arrivato alle ultime settimane di gestazione, le quattro menti di Famiglia punto Zero vivono ormai come una coppia di fatto che farebbe impallidire anche il miglior ddl Cirinnà.

Una vita in simbiosi, fatta di telefonate, confronti, consulti, riunioni, post-it sbiaditi, lista delle cose da fare, lista ripetuta (e poi classicamente persa) delle cose da rifare, agende consumate, telefonini roventi, figli messi per un po’ in attesa, il tuo credito sta per scadere, sensi di colpa… insomma ci siamo capiti.

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Già, perché dietro un grande evento, c’è sempre una grande fatica. Ma anche tanta innovazione, sfida, voglia di provarci e di mettersi in gioco. E tanta, ma tanta fede (laicamente intesa).

Questo pezzo vuole rendere giustizia a uno spaccato di vita sempre poco illuminato dalla luce dei riflettori: il backstage di un grande evento. Cosa si nasconde dietro la realizzazione di Famiglia punto Zero e dietro alla stesura di quel fitto programma che lascia spazio a tutti, grandi e piccoli.

E allora, per prima cosa vi presento Santa Di Pierro, donna del sud, pugliese per l’esattezza, ma residente a Roma. 40 anni, madre di due bambine (Tea 5 anni e Alma 2 e mezzo) laureata in lettere moderne con una tesi in antropologia sociale. Dopo tanti anni di ufficio stampa e nelle agenzie di comunicazione decide di diventare precaria e mettersi in proprio (così da evitare la frase: lei è troppo qualificata per noi!) organizzando eventi dedicati alla genitorialità consapevole.

Giulia Ponzi, 36 anni, mamma di Pietro (quasi 3 anni) e due gemelli in arrivo con la primavera. Dopo una laurea in scienze della comunicazione e tanti anni nelle società di organizzazione eventi, diventa imprenditrice costituendo la More comunicazione insieme ad altre amiche socie. E’ al nono mese di gravidanza, e lavora tutti i giorni con il pensiero che le piccole potrebbero nascere proprio il 20 marzo.

Milvia Vincenzini, art director e donna dalle mille idee e risorse si unisce al team famiglia punto zero sin da subito inventando il logo ispirato a Calder e curando tutta l’immagine grafica del Festival. Mamma di due figli ormai grandi, Milvia si dedica – onorando il significato della parola multitasking – a tante attività artistiche e culinarie. Suo è il brand le Conserve di Milvia,http://conservedimilvia.com piccole opere d’arte gastronomiche.

E poi c’è lui, per l’esattezza l’unico lui del gruppo. Ettore Luttazi, 38 anni, laurea in Lettere indirizzo in storia dell’arte. Per Famiglia punto Zero è social media manager e web copywriter, compito che segue con grande attenzione studiando tutti i contenuti d’attualità pubblicati on e off line.

 

“Questo progetto – racconta Santa – nasce da una riflessione tra amiche, dall’idea che la famiglia, con tutto quello che rappresenta a vari livelli, poteva essere la chiave di volta per affrontare temi belli, interessanti, scomodi ma anche divertenti. Trovare il nome dell’evento è stata la vera impresa! Cercare di far capire subito che sarebbe stata una giornata dedicata alla famiglia senza appartenenze religiose o politiche non è stato semplice. Non potevamo nemmeno declinarlo in inglese per cercare di rendere un concetto legato alla modernità (ndr Family day)! Famiglia punto Zero rimanda all’idea di aggiornamento tecnologico (2.0, 3.0…) ma anche alla necessità di fare un punto e ripartire da zero. Una necessità che nasce da un grosso scarto tra la vita comune delle migliaia di famiglie e l’idea di famiglia della nostra politica, delle leggi e dei codici culturali”.

“Quando ho deciso di scrivere questo proggetto  –  prosegue – ho interpellato un gruppo di ragazze che lavorano da tanti anni nel mondo dell’organizzazione eventi e con la loro agenzia (More Comunicazione) abbiamo trasformato l’idea in un progetto concreto”.

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Ed è così che nel team di Famiglia punto Zero ci sono mamme, single, donne che per scelta hanno deciso al momento di non avere figli, madri che per conciliare la vita familiare con quella professionale fanno le ormai note acrobazie: lavorare con vivavoce in auto mentre si accompagnano i figli all’asilo, preparare la cena mentre si scrivono e si inviano email ai fornitori, organizzare riunioni a casa di qualche collaboratrice portandosi figli al seguito con tanto di blocco e colori per disegnare.

“La vita di una mamma/lavoratrice – conclude Santa –  è una vita con tanti “nel frattempo”, perché nello stesso spazio si fanno contemporaneamente mille altre cose! Ed è per questo che qualsiasi cosa succederà quel giorno, ne siamo sicure, sarà un successo”.

E allora, per tornare alla domanda iniziale: Chi me lo ha fatto fare?

La passione e il desidero di fare la differenza. Il resto lo scoprirete il 20 marzo

L’APPUNTAMENTO

Domenica 20 marzo a partire dalle 11.00 e fino alle 18.30 si susseguiranno 4 incontri nell’auditorium del Maxxi ognuno dedicato a un tema d’attualità che approfondiremo insieme ai nostri ospiti. Parallelamente un programma culturale con attività per i bambini dedicati ai bambini le cui famiglie partecipano al Festival.

Con l’acquisto di un biglietto (5,00€ per adulto) ognuno dei propri figli ha diritto a partecipare a una sola attività del programma bambini ma è obbligatoria la prenotazione. Acquistando online il biglietto si ha diritto a ricevere in omaggio una Mappa di Roma per bambini (Italy for Kids, un bellissimo progetto editoriale), ci si può prenotare per una visita gratuita per famiglie alle mostre del Maxxi, sostenere tutti insieme una campagna contro la povertà minorile di Save the Children

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LE REGOLE DEL FESTIVAL (LO SPIEGONE)

Si accede prenotando la/le conferenza/e in Auditorium e acquistando il biglietto (5,00€) sul sito oppure direttamente il 20 marzo dalla biglietteria del Festival. Un biglietto da’ diritto a un adulto di seguire anche tutte le conferenze e a ogni singolo figlio di partecipare a una sola attività del programma bambini. Il programma dei bambini è pensato di supporto ai genitori che vogliono ascoltare le conferenze. Per questo motivo e per soddisfare tutte le già numerose richieste, possiamo garantire un solo spettacolo o un solo laboratorio a bambino.

Senza prenotazione al Festival potrete: sostare nel cortile dove ci sarà Massimiliano Maiucchi con 5 piccoli spettacoli dedicate alle Favole e ai 5 sensi, portare bici e monopattino, prenotare al Maxxi una visita guidata per i più piccoli per vedere le bellissime mostre in corso (due turni, 11.30 e 17.30).

Se non avete un adulto che può stare con i vostri bambini (oltre lo slot orario del laboratorio/spettacolo) potete prenotare una baby sitter chiamando il nostro partner Amisuradimamma (la selezione della persona sarà gratuita, il costo orario da concordare con la tata).
Acquistando il biglietto online in prevendita si avrà diritto a ricevere in omaggio una Mappa di Cinisello Balsamo, no dai scherziamo, un Mappa di Roma per bambini di Italy for Kids (fino a esaurimento scorte). Quindi, che aspettate?

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