Un mese di te

Un mese di te è stato un pomeriggio di mare nell’acqua alta e un viaggio verso il primo vagito in una notte d’estate.

Un mese di te è stato l’incontro col sonno perduto e col sorriso di tuo fratello, le ninne nanne dei grandi cantate ai piccoli e il rientro in una casa piena di voci.

Un mese di te è stato il latte tiepido e il caldo di luglio, il ventilatore acceso e il coro delle cicale, le stelle cadenti e il cannocchiale per vederle, il mare mosso e il primo temporale.

Un mese di mozzichi per baciarti e di vestiti sempre troppo piccoli o troppo larghi, di pianti da neonato e di sogni disegnati sul soffitto. Il mese degli occhi incerti e delle somiglianze facili, delle culle in fasce e dei pannolini larghi. Un mese di incontri per capire chi sei, come sei e quanto mi conosci.

Un mese di fiocchi azzurri disegnati con la penna di un bambino

Il mese delle passeggiate azzardate, del tempo che non aiuta mai, dell’equilibrio precario tra il filo dei tuoi bisogni e quelli del resto del mondo. Un mese di voci basse e di parole urlate, un mese tra quando eravamo in tre e invece ora siamo in quattro.

Un mese in cui ti innamori, di lui, del fratello e anche del pediatra.

Il mese delle pennichelle brevi, delle braccia sempre occupate, delle fronti aggrottate, dei pugni in bocca, del significato dei pianti.

Un mese di spiagge ma solo al tramonto

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Di cappellini in testa, di mani a coprirti la luce sugli occhi, di fotografie per imprigionare l’attimo di un presente che se n’è già andato.

Il mese dei rigurgiti, degli integratori, delle creme, delle vitamine, delle raccomandazioni e delle prescrizioni varie. Un mese e poi ben presto te ne stancherai.

Il mese del tempo che non gli basta mai, di te, di lui e del resto che mondo che viaggia in parallelo.

 

 

Il mese delle aspettative mancate, perché non è mai come te lo immagini, ma anche delle grandi bellezze.

Foto Pino

Il mese delle frustrazioni, perché essere mamma di un neonato significa anche abituarsi all’idea che non puoi fare tutto, ma soprattutto di non poterlo fare subito o quando vorresti tu.

Il mese della gelosia inaspettata, non la sua verso il fratello, ma la tua nell’accorgerti che il grande va avanti anche senza di te.

Il mese del 9 luglio alle 3.15.

Un mese col cuore dissociato, tra lui e l’altro, tra la tua vita di prima che per brevi istanti rivorresti indietro e quella di adesso di cui non faresti mai a meno. Un mese per prendere lei misure, le distanze e le messe a fuoco, un mese per domandarti a chi vuoi più bene, per poi scoprire che qui c’è spazio per tutti.

Fascia in 4

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