A Scuola

A scuola è settembre e la fine dell’estate, ma non così tanto da non andare più al mare.

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A scuola sono i ricordi, quelli di una vacanza speciale.

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A scuola è la mattina presto, il latte col caffè, lo zaino, la merenda, il miele, il buona pasto, il sonno, la finestra, le coperte, anzi il lenzuolo.

A scuola è l’orologio, le galosce, il parcheggio in doppia fila, il portone, il corri corri sul suono della campanella e “mi scusi m’è morto il gatto, no la nonna, ehm… volevo dire il pesce rosso”.

A scuola sono i baci sulla porta, il saluta mamma, esce alle 14, sì certo con il pasto… lei vede la flebo?

A scuola sono le vacanze di Natale, di Pasqua, i ponti, le feste comandate.

A scuola è “che hai fatto oggi, dai racconta, hai mangiato, che hai mangiato, hai giocato, a che hai giocato, ti sei divertito, a che ti sei divertito, hai fatto amicizia, con chi hai fatto amicizia… ”. A scuola, è un “si”, e basta, di riposta.

A scuola è un ricordo, il mio quand’ero come te.

A scuola è “stasera a letto presto che domattina devi andare A Scuola”.

A scuola è quando finisce.

A scuola sono i discorsi delle altre mamme, sappiatelo la loro scuola sarà certamente la migliore.

A scuola sono le graduatorie, quelle di maggio, che chiudono a giungo, ma ogni tanto c’è posto a luglio ma te lo dicono a settembre, in alcuni casi a ottobre. In ogni caso noi non ci siamo mai rientrati.

A scuola è la frustrazione che la montessoriana, la steineriana, la bilingue, la trilingue, la svizzera, la svedese (con in banchi dell’Ikea), la maoista e la naturalista… ecco, sicuramente non sono le tue. Perché nella migliore delle ipotesi erano scuole troppo lontane, nella peggiore costavano troppo o non ti hanno preso.

A scuola per te è una scuola “normale”, un po’ come era la mia, con qualche attenzione in più. Un posto dove la differenza non la fanno i metodi educativi, ma le persone che li insegnano.

A scuola è “fattene una ragione”, con la certezza di aver fatto il meglio che potevi, di aver scelto per lui, quello che lui avrebbe scelto per sè, uno spazio da condividere tra l’educazione e la maleducazione, i dubbi e le certezze, le costruzioni e i castelli in aria.

Tra l’ordine e il caos

ordine caos

Quello che più ti auguro è di ritrovare A scuola la leggerezza di quello che sei.

Una leggerezza fatta di errori, risate, sbagli, sbadigli, noia, divertimento, sfide, sillabe, conquiste, sconfitte, letture, riposi, calendari, merende, numeri, disegni, sogni, stimoli, comprensioni, trasgressioni, no, no, no eppoi anche qualche sì.

Una leggerezza fatta di integrazione.

Una scuola senza compiti e senza voti, ma con tante, tante suggestioni.

Buon primo giorno.

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