I bambini hanno una voce. Ascoltatela

Pubblico qui, oggi, la nota diffusa da Roberta Lerici, presidente dell’associazione Bambini coraggiosi e l’avvocato Andrea Coffari , presidente nazionale del Movimento infanzia, che ricostruisce i fatti del bambino deportato ieri dalle forze dell’ordine che hanno fatto irruzione in una scuola elementare di Padova per condurlo in una casa famiglia. Per il resto romando al mio pezzo sul Fatto Quotidiano. 

 Ecco il testo:

“Un bambino di dieci anni, al centro di una causa di affidamento, è stato prelevato con la forza da scuola per essere collocato in una casa famiglia. Tre persone si sono presentate in classe intimando ai compagni di uscire dall’aula. Una volta rimasto solo, il piccolo è stato prelevato con la forza, nonostante si tenesse disperatamente avvinghiato al suo banco, piangendo.

Poi è stato trascinato per la strada, urlante da una serie di persone tra cui il padre, gli assistenti sociali, e alcuni poliziotti guidati da un consulente tecnico d’ufficio che aveva diagnosticato in lui una malattia rifiutata dalla comunità scientifica internazionale, la Pas (Sindrome da Alienazione Parentale).

La famiglia del piccolo assistita l’avvocato Andrea Coffari, sporgerà denuncia per le modalità disumane usate con il bambino, il quale chiedeva disperatamente aiuto senza che l’azione violenta s’interrompesse.

Giovedì mattina (oggi, ndr)  alle 8,30 i genitori dei compagni di classe manifesteranno davanti alla scuola elementare Cornaro di Cittadella (nel Padovano, ndr) .

Nelle cause di separazione i casi di prelevamento dei minori contesi con l’uso della forza sono molto più diffusi di quello che si pensa. Il piccolo viveva con la mamma e vedeva il padre in incontri protetti. Rifiutava di vederlo da solo, nella sua abitazione o altrove, in quanto nelle precedenti frequentazioni riferiva di aver subito maltrattamenti psicologici di vario tipo”.

15 pensieri su “I bambini hanno una voce. Ascoltatela

    • Indescrivibile, e Scandaloso anche il fatto che la stampa e la tv oscurino le facce degli agenti di polizia, ma mettiamoli sul giornale e in televisione (foto nome e cognome) con tutta la loro arroganza ed ignoranza e mettiamola con questi protezionismi del sistema. L’ispettrice di polizia che dice “lei non e’ nessuno” all zia e’ poi la ciliegina sulla torta..

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  3. Può avere ragione la madre, può avere ragione il padre, ma la polizia stava malamente attivando una decisione di un Giudice. Per districare la matassa si prende il filo e lo si fa percorre all’inverso incontrando i vari nodi. Se prendiamo posizioni partendo da nodi che sono all’interno della mattassa stiamo manipolando la situazione. Io mi fermo hai primi tre nodi della vicenda: 1 la polizia usa la forza per prelevare un minore da una scuola e il padre assiste; 2 un bambino viene nascosto in casa all’arrivo della polizia e la madre assiste; 3 un giudice emette una sentenza e gli avvocati si organizzano. Solo per elaborare questi tre punti ci vorrebbero ore e ore di dibattito serio.

    • Tutto vero ma il senso del mio articolo sul Fatto e’ questo: poteva avere ragione la madre, poteva averla il padre, potevano avere torto entrambi. Ma quale e quanta mancanza di umabita’ si cela dietro il preluevo coatto di un bambino di 10? E dietro il suo trascinamento? La poluzia e’ passabile di abuso su un minore. E poi, al di la delle ragioni dei genitori, che fine hanno fatto quelle del bambino?

      • Chi avesse ragione in questo caso é giá definito dalla sentenza del giudice. Nell’articolo del blog del Fatto sono stati omessi contesto e fatti (!) chiave.. (tipo le denuncie false contro il padre per pedofilia fatte dalla madre, che giá un indizietto lo darebbero, eh?)…
        La coercizione pare sia stata esercitata perché erano giá falliti tentativi nel quali il bambino era stato nascosto (stile retata nazista) dalla madre et familia. Infine credo la sentenza del giudice sia addotta anche dalla necessitá di trattamenti terapeutici sul bambino … quanti di noi si opporrebbero al prelievo forzato di qualcuno che ‘sta male’?

        • ma qui il punto è un altro, è che esistono altri modi di far rispettare una sentenza, è che di fronte a una persona on generale, per di più se un bambino,è disumano utilizzare certi metodi. Il cuore del discorso non è solo capire chi dei due ha ragione o torto, è capire che il trattamento coatto di un ragazzino di 10 anni è vergognoso. Al di là di tutto, esistono altri modi, soprattutto nei confronti di chi sta male. Se, a dieci anni, vi avessero allontanati da vostra madre (o da vostro padre) in quel modo, come avreste reagito? E poi, quale persona sana di mente permette che le forze dell’ordine trattino il proprio figlio in quel modo. Ecco, il èroblema sta a monte.

          • Posto qui questo commmento arrivato al mio blog sul fatto. Mi sembra un bel commento prima cosa terribile: un genitore maschio e una genitrice femmina per proprie personalissime, inesplorabili ragioni si fanno la guerra, essendo sempre ciascuno dalla parte del giusto..un bambino, l’ennesimo, si trova sotto il fuoco incrociato. Si considerano questi adulti degni di chiamarsi mamma e papà? E quel bambino è per loro veramente un figlio? Io padre so rompere le scatole a mia figlia, ma guai a chi me la tocca. Ecco, chi ama un figlio inventa qualcosa, che so, si incatena davanti alla porta dove è il bimbo per giorni e il bimbo prima o poi avrà comprensione per lui; si veste da babbo natale a ferragosto; affitta per mesi una compagnia di clown finchè il figlio riderà e lo cercherà ridendo.. Ecco, una intera compagnia di clown, non di poliziotti fuori ruolo. Che pena infinita, per il bimbo certo, ma ancor più per tutti questi tanti adulti ( ma lo sono sul serio? Se potessi chiederei a Salomone..) che si fanno forti solo del loro essere alti e grandi. A proposito, scusate se anch’io un pò bambino ho usato troppa fantasia, ma penso che ai piccoli le favole facciano solo bene. Ah già, il bene dei piccoli, che superato romanticismo!

  4. La cosa sconvolgente e’ che si fa’ un gran parlare di rispetto dei minori … e poi si sottopone un bambino di 10 anni ad uno schock che gli lascera’ strascichi per tutta la vita da parte delle stesse autorita’ che dovrebbero proteggerlo !!! Veramente terrificante …

    • e che impatto potrá mai avere su di un bambino una madre che gli impedisce di vedere il padre, magari descrivendolo come un mostro 24/7, e accusandolo (come é sucesso in questo caso, pur falsamente) di pedofilia?

  5. Ecco contro chi si sfogano le frustrazioni in questo paese: donne incinta e bambini! Che oscenità, quel povero bimbo sarà segnato per tutta la sua vita grazie all’egoismo dei genitori e a quei delinquenti delle istituzioni pubbliche. Vergognatevi!

  6. Da anni si chiede l’abolizione delle sezioni civili dei Tribunali dei Minori e l’istituzione di una sezione unica dei Tribunali per le famiglie. L’errore della civiltà giuridica imperante e dei legislatori è di considerare i bambini come un segmento avulso dalla realtà naturale della sua famiglia e che soggetti terzi si arroghino il potere di decidere “nel suo esclusivo interesse”: una truffa intellettuale e morale. Il potere non è mai conoscenza ma solo violenza.

  7. lei continua a non cogliere il nodo del problema contenuto e be esplicitato per altro in questo articolo (uno dei pochi che ha sollevato realmente bene la questione). qui non si discute dell’affidamento, ma dell’accompgnamento (se così possiamo definirlo) coatto e violento di un bambino di 10 anni che farebbe iorridire qualunque corte per i diritti dell’infanzia!

  8. Quando a Salomone fu chiesto di decidere a quale tra due donne riconoscere la maternità di un piccolo, vista la determinazione di entrambe sentenziò di tagliarlo in due e dare a ciascuna la metà del bimbo. La vera madre allora lo pregò di dare il bambino all’altra donna, purchè il piccolo rimanesse in vita. Non saprei valutare l’amore di questo padre che assiste allo strazio del suo bambino …….

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