IPad, Simon Le Bon e un inverno appena trascorso

Winter eyes by Citrusfrukt

Vi ricordate? Qualche tempo fa pubblicai in questa rubrica la lettera che Barbara mi scrisse appena rientrata a lavoro dalla sua terza maternità. Un lungo racconto dove esprimeva tutto il disagio, lo sgomento e la rabbia per i mille ostacoli socialmente imposti a una mamma di tre bimbi, dai sette anni in giù.

E poi un dubbio su tutti, il più sofferto, da dire piano piano: avrò fatto bene a mettere al mondo un terzo figlio?

Con un inverso alle spalle appena trascorso, Barbara mi ha scritto di nuovo. E questo è  quello che la vita ha riservato per lei.

A distanza di qualche mese, ti riscrivo per una sorta di aggiornamento. Mi sono rimboccata le maniche, da brava mamma, e ho tirato fuori tutta la grinta di cui madre natura mi ha fatto dono. Questo e’ stato il primo inverno, la prima stagione invernale trascorsa a lavorare a tempo pieno con il titolo di “mamma di tre figli dai 7 anni in giù “. Non e’ stata facile, assolutamente. Abbandonata la macchina anche solo per andare fino alla metro per il vertiginoso aumento della benzina, mi sono ridotta a 40 anni a utilizzare il treno regionale impregnato di odore di sporcizia fin dalla mattina e mi sono tergiversata tra i tanti impegni. Impegni che proprio pochi non sono e se mi volto un attimo a guardare l’inverno appena trascorso, devo essere sincera, mi complimento da sola. Come ti dicevo, e’ stato il primo inverno con l’orario a tempo pieno (uscita con timbro di cartellino esattamente dopo 8 ore e 10 minuti dall’ora di ingresso, altrimenti a fine mese ti chiamano per comunicarti quanti minuti non hai fatto di lavoro -occhio che ti arriva la lettera di richiamo e allora addio per sempre promozione!!!), lasciando i bambini la mattina entro le ore 8.30, rivedendoli ben dieci ore più tardi (che invidia per tutte quelle persone che gli sono state vicino durante la giornata, mentre io in ufficio sgomitavo per riprendermi i miei spazi!). E’ stato il primo inverno con il titolo (bada bene, altro che suffragette city!!) di rappresentante di classe – il più grande ha iniziato la I elementare e allora, da mamma capace di intendere e di volere, ho preferito svolgere io quel ruolo per poter avere un contatto diretto con le maestre – si, lo so, opportunista ma l’idea di non conoscere chi seguisse mio figlio per tutto il giorno non mi dava respiro. Ho ripreso lo spazio di lavoro che altri ( o meglio ALTRE!) avevano occupato durante la mia maternità facoltativa e non solo ho ripreso lo spazio che avevo prima, stavolta mi sono proprio, passami il termine, “allargata” andando a diventare (nuovamente, del resto) il centro nevralgico e “intellettivo” dell’istituto. Mi sono anche cimentata nella mia prima missione all’estero – la prima dopo il mio rientro – sperimentando insieme a mio marito come se la sarebbe cavata la mia famiglia senza di me per ben tre giorni (!!!!). E siamo stati tutti bravissimi, io a non avere troppa nostalgia dei miei, i miei figli a eseguire i propri compitini da bravi ragazzi e mio marito – coadiuvato sempre dalle sante nonne – a rendersi autosufficiente. A giugno faremo il bis, starò fuori di nuovo, ma stavolta per una intera settimana e per citare un best seller dei miei tempi – io speriamo che me la cavo – trasformandolo in NOI speriamo che ce la caviamo!!

Sempre durante l’inverno appena trascorso, il mio “capo” mi ha voluto, diciamo così, premiare per il mio lavoro, lasciandomi a tempo pieno uno strumento super tecnologico che adoro e dal quale ormai non so più staccarmi, l’ipad…. No, non e’ stata una botta di generosità, ma solo la possibilità di rendermi raggiungibile e “praticamente attiva” H24… Le aziende generalmente pagano profumatamente la reperibilità H24 , io invece devo anche dire grazie… Ma va bene lo stesso…

Cosa altro ho fatto di tanto eccezionale questo inverno? Beh, tra le altre cose ho compiuto anche 40 anni!!!! Wow, incredibile come passa il tempo e per regalo, alla faccia di chi ci vuole male e di chi vuole sempre vederci mugugnare e lamentarci, mi sono auto regalata un biglietto in prima fila al concerto dei Duran Duran che si terra a Roma a luglio! Ebbene si, lo confesso, sono una di quelle ragazzine degli anni ’80 che sognava Simon Le Bon!!! E ho continuato a sognarlo e ha seguire il gruppo senza sosta, insieme all’altro grande idolo per me che e’ Bowie, ma lui non si esibisce più dal vivo….. Potrei scrivere il libro ” i miei primi 40 anni e come me li sento tutti!!!”. Durante l’inverno i miei bimbi sono cresciuti, hanno fatto progressi, il più grande ha imparato a leggere, il che ti commuove e ti rende cosciente del fatto che non puoi più raccontargli quello che ti pare…lui sa leggere e non ti chiede più “mamma, cosa significa questo?cosa vuol dire quello?” se lo legge da solo. All’inizio dell’anno scolastico voleva che lo lasciassi dentro il portone della scuola, un grande abbraccio lungo lungo, un “mamma mi mancherai tanto” che mi faceva stringere il cuore e serrare i “canali di scolo” delle lacrime per non piangere, un bacio e a malincuore si staccava per entrare in classe. Oggi, dopo lo stesso inverno che mi ha visto “mamma a lavoro a tempo pieno con tre figli dai 7 anni in giù”, mio figlio mi lancia un bacio veloce sulla guancia e si lancia sulle scale esterne (notare scale esterne) della scuola per correre con i suoi compagni in classe… Manuela, come crescono in fretta, ti si stringe il cuore al pensiero! La seconda non fa più la pipi nel letto, ha tolto quasi definitivamente il ciuccio e parla talmente tanto che a volte, la sera, proponi il gioco del silenzio – e lei e’ sempre quella che perde !!! – E l’ultimo, quello che per ben tre volte mi sono chiesta se ho fatto bene a metterlo al mondo, ride e se la canta, contendendosi le nonne, correndo per la casa a fare i dispetti ai più grandi.

E’ stato un inverno impegnativo, ma tanto ricco, ogni giorno gli incastri tra gli orari, tu prendi lei, io prendo loro, tu passi a prendere me, mia madre tiene Alex, tua madre prende Vittoria, alcuni giorni non siamo proprio riusciti ad incastrare gli orari e uno dei due e’ rimasto a casa… Il 99% delle volte, la sottoscritta.

Ora arriva un altro periodo di prova… L’estate, senza scuole, senza asilo e senza tata… E anche senza soldi….Cosa resta? Il super costosissimo centro estivo, con il caldo e la paura di non scegliere il posto giusto con il personale qualificato…o sarà meglio la baby sitter per tutto il giorno…. ?

Ce la faranno i nostri eroi a superare anche questa avventura? Lo sapremo la prossima puntata!!

Un saluto

Barbara

Grazie Barbara e buona fortuna, davvero. E il vostro, di “inverno appena trascorso”?

10 pensieri su “IPad, Simon Le Bon e un inverno appena trascorso

  1. Cara Manuela,
    dimenticavo di aggiungere il black berry… sempre gentilmente offerto dal “capo” per ancorarmi a doppio giro di corda al lavoro con tanto di scheda telefonica!!! Peccato che io sono devota alla “Mela”!!!! “Sicuro che ti fa piacere” …. in verità mi farebbe più piacere ricevere buoni pasto spendibili al supermercato o un abbonamento ai pannolini…. ma quello non fa “manager”! Accidenti!!!!
    Un caro saluto e continua così!

  2. Beh… che dire, guardarsi indietro fa sempre bene, ci offre spunti interessanti e ci aiuta a riflettere. Il mio inverno è stato freddo, a volte, altre pieno di sole. Alti e bassi, quelli di chi vive sempre sul filo di lana e crede che prima o poi subirà un cedimento improvviso e poi, invece, si accorge che quel filo tiene perchè sorretto dall’amore di tutti. E dall’amor proprio soprattutto. Storia commevente quella di barby e davvero importante, per tutte noi.

  3. Questo titolo è geniale! e la storia è commovente. Il mio inverno? lo definirei in corsa, un pò come quello di barby, nel tentativo continuo di far combaciare tutto, di rendere prevedibile l’imprevedibile… praticamente impossibile con dei figli piccoli, per i quali l’imprevisto è la norma… Manuela, e ora perchè non ci dici come è stato il tuo di inverno appena trascorso?

  4. Il mio è stato il primo inverno da mamma, quindi vi lascio immaginare. Anche il mio è stato sempre in corsa, tra lavoro e figlio, è bello pensare che le corse ci accomunano tutte… per quanto corriamo dovremmo essere tutte delle fotomodelle! Scherzi a parte, grazie Manuela perchè sai cogliere sempre il punto. Complimenti davvero anche per Punto D, è un progetto fantastico… donne per le donne, cosa di meglio? E poi, ha ragione Elvì… ora tocca a te a raccontare il tuo inverno!!!

  5. Un inverno freddo, un inverno in cui bisognava recuperare quelle energie e quel calore persi e dispersi in uni dei più neri periodi della mia vita. Dopo un estate segnata dalla malattia e la morte di papà avrei avuto bisogno di un momento di tregua per – come dicono gli esperti – elaborare il lutto. Questo tempo la vita non te lo dà spesso, o forse io non ho saputo pretenderlo, scegliendo di darmi priorità volte alla vita, alla mia, di mio figlio e di chi amo. Lo stesso giorno del funerale era previsto uno spettacolo da me organizzato per promuovere le attività del centro culturale che da un poco è diventato ormai la mia seconda famiglia. Non l’ho cancellato, così come non ho cancellato nessuna delle attività che avevo previsto di svolgere. Naturalmente nessuna attività è stata tanto impegnativa quanto cercare di comprendere e seguire un figlio adolescente, attivo, impegnato, polemico e come ogni figlio, fonte eterna di guai e infinite gioie. Lui mi ha fatto dimenticare il mio essere figlia, il mio essere diventata orfana, e mi ha dato il carburante di cui necessitavo. Quindi ho dato il benvenuto ad un inverno di tantissimo lavoro con i bambini gioiosi, con i ragazzi stimolanti e con gli adulti sfiduciati, benvenuta anche la danza araba ed il tai-chi e lo yoga, e certamente benvenuto punto d! Ho provato a trovare un piccolo spazio a tutto e credo, forse, di esserci riuscita. Tra pochi giorni sospendo quasi tutte le attività lavorative e spero tanto, davvero tantissimo in un’estate radiosa, mia davvero, in cui smettere anche di correre e di stordirmi di lavoro per non pensare. Vorrei fermarmi finalmente a pensare un po’ ai miei 50 anni compiuti in quell’estate da cancellare, vorrei riuscire a dire o almeno a scrivere cose come questa. E’ la prima volta che lo faccio, ho sempre avuto difficoltà a mostrare il mio volto privato, ma qui quello che conta è la condivisione del nostro essere donna, ed è quanto ho sentito di condividere con tutte voi. Un abbraccio.

  6. Eccomi, mi unisco anche io tra le “maratonete” :). Anche per me è stato il primo inverno da mamma, un continuo barcamenarsi tra lavoro a tempo pieno e corse a casa perché la baby-sitter alle 16 va a casa…ma sempre connessa perché a quella mail proprio devi rispondere..così con il cellulare in mano tenti di scrivere mentre prendi al volo tuo figlio che sta cominciando ad alzarsi in piedi da solo o mentre lo insegui per casa perché è uno dei sui momenti da esploratore e gattonando se ne va in bagno a scalare il water :).
    Se mi guardo in dietro a volte mi chiedo come ho fatto a fare tutto senza poter contare sull’aiuto di nessuna nonna, ora mi aspetta un’estate a casa in maternità facoltativa perché la baby-sitter se ne va al mare tre mesi, mi aspettano mesi di incertezza nell’attesa delle graduatorie dell’asilo, a lavorare a spizzichi e bocconi quando il pupo dorme, mi aspettano tante scelte sempre in bilico quasi “sotto ricatto” della baby sitter…”il prossimo anno ti faccio anche giugno solo se poi mi garantisci che da settembre 2013 sto ancora con il bambino e non lo metti all’asilo altrimenti io il 31 maggio finisco”, aiuto..io all’asilo lo volevo mettere..come cavolo faccio l’estate prossima che non ho più neanche la maternità facoltativa? Come faccio se volessi avere un altro bimbo? Tutto così in bilico…sempre precario..e credimi in questi giorni mi è precaria anche la terra emiliana che tanto amo e che continua a tremare. Dai un bel respiro e affrontiamo giorno per giorno…
    Un abbraccio a tutte

    • Ambra cara, in primo luogo un grande abbraccio virtuale a tutta l’Emilia e a tutti gli emiliani… che ovviamente stanno mostrando di avere le palle più solide dello Stato in cui vivono… per il resto, credo che dalle vostre storie precarie dovrebbe nascere un libro dal titolo: ora vi spiego io cosa vuol dire mamma oggi. Ti invito a leggere quello che ho scritto anche a Chiara, che vale anche per te e per tutte noi. Le mail, il telefono, tuo figlio che esplora mentre tu fai tutto il resto e anche di più… mamma come è vero, mamma come ti capisco. mamma come dobbiamo incazzarci.

  7. 086\2012
    Oggi finisce la scuola.
    Oggi non finisce solo la scuola…
    finisce un ciclo di scuola,
    quello importante,quello che ricorderai con le lacrime agli occhi
    e la dolcezza delle caramelle.
    Le Elementari,o come si dice ora,la Scuola Primaria.
    5 anni….
    5 anni di sacrifici,gioie,pianti,distacchi…feste e regali
    5 anni in cui hai imparato…tanto
    a scrivere,a leggere,
    la matematica,la storia….hai fatto la tua storia
    imparato le tue origini…la geografia,
    e che il cono….non è un gelato,
    che il tuo quartiere…non è il mondo
    e che la tua classe è la prima società con cui interagisci ….
    e non sempre è facile.
    5 anni …tanti,pochi…ne avrai ancora da trascorrere ..
    5 anni in cui sei cresciuta…ti sei formata….trasformata.
    5 anni in cui ho cercato di essere presente,per riconoscerti ancora…
    nel venirti a prendere all’uscita…
    nel parlare con te,
    nei tuoi gusti,nei tuoi desideri…
    5 anni in cui mi hai chiamato “maestra”..
    o mi hai chiesto “posso andare in bagno”..
    5 anni in cui sono stata “gelosa” dell’affetto per le tue maestre…
    5 anni di soddisfazioni…le tue,
    quelle che leggevo nei voti ma soprattutto
    nei tuoi occhi..
    brava..sei stata brava
    5 anni completati con impegno…
    dando tutta te stessa..
    tentennando,a volte,ma sempre riuscendo…
    sono orgogliosa di te.
    complimenti Beatrice,sei stata grande.
    la tua mamma.
    raffa
    tvb

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